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martedì 9 gennaio 2018

“Tesori dei Moghul e dei Maharaja, la Collezione Al Thani” A PROPOSITO DEI GIOIELLI RUBATI AL PALAZZO DUCALE DI VENEZIA – IL TESORO DEI MAHARAJA

Il quattro ottobre scorso mi recai con la mia famiglia al Palazzo Ducale di Venezia per visitare la mostra “Tesori dei Moghul e dei Maharaja, la Collezione Al Thani”, una raccolta di gioielli straordinari magistralmente realizzati con tecniche orafe antiche e moderne, incastonando pietre preziose di straordinario interesse gemmologico. Proprio da questa mostra ho iniziato mio nipote Massimo Nicolo, di cinque anni, alla gemmologia, cioè come riconoscere le pietre preziose dal loro colore ed apprezzarne la bellezza del taglio. Una raccolta di smeraldi, giade, perle, diamanti straordinari si susseguivano nelle vetrine, i nostri occhi godevano di questo spettacolo senza uguali! Quando abbiamo appreso la notizia del furto ci siamo molto rattristati. La stampa ha scritto che sono stati rubati la spilla “Aigrette”
La spilla Aigrette
di Mellerio dits Meller e un paio di orecchini a pendenti in diamanti di Viren Bhagat: due soli gioielli, uno storicamente consolidato, l’altro modernissimo ed ancora poco conosciuto: la spilla “Aigrette” è un gioiello datato 1905 in oro, platino, diamanti e smalti realizzato dalla Maison Mellerio dits Meller che si considera la più antica, da più di quattrocento anni dal 1613 per quattordici generazioni è giunto fino a noi, gli orecchini in platino e diamanti del gioielliere indiano Viren Bhagat, il più contemporaneo gioielliere vivente, apprezzatissimo e collezionato dai grandi ricchi del mondo sono datati 2014.
Viren Bhagat






Viren Bhagat ha imparato dal padre pittore, che disegnava gioielli per il negozio di famiglia aperto nel 1960 a Mumbai, a tracciare delle linee a mano libera su un foglio. Così ha iniziato a disegnare i suoi gioielli: il suo talento è straordinario, si ispira osservando la natura, i preziosi gioielli Moghul, oppure le architetture degli antichi palazzi indiani e realizza circa 50 gioielli, pezzi unici straordinari, in un anno. Predilige il platino e l’oro, ma le montature spariscono per fare risaltare solo le pietre ed il disegno del gioiello, utilizza pietre molto importanti e grandi; taglia il diamante nei suoi laboratori artigiani con l’antica tecnica Moghul e dona profondità alla pietra sfaccettandone il bordo ed eliminando il padiglione. Questo particolare tipo di taglio fa si che i suoi gioielli siano immediatamente riconosciuti. 

Gli orecchini rubati
Gli orecchini che sono stati rubati hanno una forma molto semplice, due importanti pietre taglio a goccia sono contornati da pietre taglio Moghul per un peso complessivo di circa 42 carati.  

Jean-Marie Mellerio era un orafo italiano emigrato a Parigi da Craveggia sul lago Maggiore. Un suo familiare lavorava come inserviente al Louvre e lì casualmente scoprì che un gruppo di nobili stava organizzando un attentato contro il re Luigi XIII e lo disse a Jean-Marie che corse dalla regina Maria de Medici ad informarla. Sventato l’attentato, in segno di ringraziamento, la Regina gli concesse il privilegio di vendere sotto la protezione del Re, in tutta la Francia, oggetti di valore e bicchieri di cristallo. Cosi iniziò la fortuna di una famiglia di gioiellieri che ha realizzato capolavori apprezzati dalle migliori famiglie europee e case regnanti.
Diadema Mellerio
Regina Margherita
Anche Vittorio Emanuele II di Savoia donò come regalo di nozze a Margherita una splendido diadema in platino e diamanti che vediamo nella foto indossati da quella che diventerà la prima Regina d’Italia. 
La spilla “Aigrette” rubata a Venezia rappresenta un pavone le cui piume sono definite da diamanti e da smalti blu e verde, un accostamento di colori molto ardito utilizzato dagli artisti dell’Art Nouveau . Fu acquistata nel 1905 dal maharaja di Kapurthala Jagatjit Singh Bahadur che successivamente la donò a colei che diventerà la sua quinta moglie: Anita Delgado una giovanissima ballerina di flamenco conosciuta a Madrid mentre danzava alla festa del matrimonio del re Alfonso XIII di Spagna. 
Nonostante la grande differenza di età si sposarono, dopo un lungo corteggiamento, il 28 gennaio 1908, e Anita divenne Principessa di Kapurthala . 
Tre mesi dopo il matrimonio nacque il figlio, Maraja Kumar. Col marito andò alla scoperta dell’Europa e dell’India e scrisse il libro “Impresiones de mis viajes a las Indias“. 
Durante un soggiorno a Londra si innamorò di uno splendido giovane con cui iniziò una relazione, ignorando che fosse figlio di suo marito. 
Anita Delgado

Disegno di Mellerio
Fu ripudiata e dopo diciotto anni il suo matrimonio finì.  Anita tornò a Madrid dove morì nel 1962.











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© Imelde Corelli Grappadelli, January 2018
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