GIOIELLO IDEALE

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2016/07/01

I santissimi Apostoli Pietro e Paolo e lo smeraldo di Papa Benedetto XIV

Il ventinove di giugno si festeggiano i santissimi Apostoli  Pietro e Paolo anche a Bologna dove nel Tesoro della Cattedrale di San Pietro è conservato un magnifico gioiello che li celebra una fibbia da piviale in rame dorato che ha incastonato un gigantesco smeraldo intagliato che li rappresenta.
L’abilissimo autore di questo intaglio su smeraldo fu Carlo Costanzi nato a Napoli nel 1703, ma vissuto a Roma dove morì nel 1781. Era figlio di Giovanni che secondo una notizia riportata dal Giulianelli sarebbe stato il primo ad incidere sul diamante una testa di Nerone che appartenne ad un tal Priore Vaini. Carlo fu un abilissimo intagliatore di pietre preziose ed imitatore degli antichi.  Ottenne un grandissimo successo  e superò la fama del padre, ricevette commissioni da ogni parte d'Europa e conseguì grandissimi onori: gli fu conferito dal papa Benedetto XIII l’Ordine del Cristo e quello di S.Giovanni in Laterano. Dai Conservatori del popolo romano fu incluso fra i gentiluomini che fecero da paggi nel corteo papale il giorno in cui Benedetto XIV andò a prendere possesso  in S.Giovanni in Laterano (1740). Successivamente nominato caporione di Roma ricoprì cariche annuali e trimestrali in Campidoglio; fu diplomato conte e nobile romano,e  gli furono conferiti ordini equestri da due re stranieri,oltre ad essere nominato precettore delle antichità dal principe di Galles. Molti lo criticarono per questa sua  ambizione e desiderio di onori, e lo derisero per il suo fisico infelice chiamandolo “il gobbo costanzo”oppure “gobbo, giovane virtuoso in intagliare gemme, ma vano e temerario”(F.Valesio, Diario Di Roma).
La sua abilità gli permise di incidere le gemme più preziose, diamanti, calcedoni, topazi, agate veri capolavori di arte. Si narra che per il Cardinale Polignac nel 1729 incise la Medusa di Solone su di un calcedonio dello stesso colore e dimensioni dell’originale, tanto da trarre in inganno i più esperti, poi su un diamante incise una testa di Antinoo per il re del Portogallo e un  ritratto a  Caterina II di Russia, e un Galba su un diamante per il principe Eugenio di Savoia. Carlo Costanzi considerava lo smeraldo intagliato che misura cm.2,8x3,5 con le teste di San Pietro e Paolo e del papa Benedetto XIV il suo capolavoro: gli fu commissionato dal Cardinal Lante che lo donò al Papa Benedetto XIV  che a sua volta ordinò che questo gioiello fosse portato a Bologna e depositato nel Tesoro di San Pietro.  Nel Diario Benedettino del 1746 si legge: “un pettorale consistente in uno smeraldo grande di figura ellittica, in cui sono intagliate  a risalto le teste dei SS. Appostoli Pietro e Paolo da una parte, e dall’altra l’effige di sua Santità con puttini: lo smeraldo è contornato da 14 rubini e 14 brillanti, e nella parte superiore vi sono due spille d’oro incurvate”. 
Questo gioiello non si salvò dall’alienazione dei francesi, mentre lo smeraldo che era stato smontato preventivamente e poi nascosto è giunto a noi. A Bologna all’inizio dell’Ottocento  si costruì una nuova montatura della fibbia da piviale questa volta in rame dorato e decorato da diamanti, rubini, ametiste e perle. L’orafo che eseguì il gioiello si chiamava Francesco Melloni figlio di Bartolomeo attivo dal 1780 al 1818 a Bologna e che fu anche stimatore del sacro Monte di Pietà. La nuova fibbia da piviale ha una forma ovale misura cm. 9,5x11,3 di rame dorato, il bordo esterno è definito da una fila di piccole perle in fila serrata, mentre circondano lo smeraldo otto grandi ametiste alternate a croci formate da due rubini e due brillanti. Durante i lavori di restauro nel 1997 si è trovata nella parte interna una scritta fatta con inchiostro di china: ”Francesco Melloni Zoliere e incisore fece questo bacello”. 
Oggi possiamo ammirare in tutto il suo splendore nelle sale del Tesoro nella Cattedrale di S.Pietro a Bologna questo smeraldo di grandissima qualità che il Corsi ha intagliato su entrambi i lati e nella trasparenza della pietra si intravvedono e si sovrappongono i visi di profilo dei due Santissimi Apostoli  entrambi barbuti, a sinistra S. Pietro più vecchio, canuto e stempiato guarda S. Paolo che oltre alla barba ha lo zigomo molto pronunciato. Nel verso dello smeraldo è intagliato il profilo a sinistra di papa Benedetto XIV affiancato da due angioletti che reggono un cartiglio "Coelo repente" e la firma dell’incisore “Cavalier Carlo Costanzi F.” (fecit).

© Imelde Corelli Grappadelli, June 2016
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