GIOIELLO IDEALE

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venerdì 23 febbraio 2018

MAGICA AMBRA

Tenere fra le mani perle di ambra è una sensazione unica: è leggera, incredibilmente leggera e il suo colore cambia con l’esposizione alla luce, è viva!
COLLANA AMBRA 
E’ un composto formato da una miscela di carbonio, idrogeno e acido succinnitico prodotto dalle conifere. Intere foreste di conifere  in epoche geologiche lontanissime, 250 milioni di anni fa,  distrutte dai mutamenti climatici, dalle glaciazioni, si disintegrarono nell’acqua marina ma lasciarono intatta la loro resina che in milioni di anni si è indurita dando vita a questa Gemma meravigliosa. Poichè è un composto l’ambra non ha un abito cristallino così la si può trovare a forma di ciottolo, lamina, goccia, e può essere trasparente o traslucida o opaca: il colore può variare dal giallo al rosso al nero al blu al bianco opaco a seconda della sua torbidezza che è data dalla presenza di innumerevoli bollicine d’ aria. I Giacimenti più importanti si trovano nel mar Baltico sotto il livello del mare e dal paleolitico l’uomo iniziò a raccoglierli e ad apprezzarli. Dal neolitico divenne oggetto di scambi lungo quella che si chiamò via dell’ambra che dal mar Baltico dove veniva raccolta raggiungeva l’Europa centrale lungo le valli dell’Elba, Oder, Vistola fino ad Aquileia e al delta del Po. Un filo dorato e magico che unisce i paesi nordici all'Italia e da qui alla Grecia alla Siria, alla Babilonia, all’Egitto, portando con sè un fitto scambio di tecnologie legate alla nascente metallurgia che attraverso il “solvi et coagula” porta innovazione tecnica e culturale, coinvolgendo anche la sfera religiosa e magica.
La sua particolare fluorescenza raccoglie la luce del sole  che la attraversa migliorandone il colore  dando vita a un riflesso dorato. Inoltre la sua caratteristica elettrica fa si che sia il migliore isolante conosciuto e se viene strofinata si carica elettricamente attirando a se piccole particelle di foglie, capelli, fili, dando vita ad esperienze elettrostatiche particolarmente significative e “magiche”. Il mito delle Elettridi compare per la prima volta in un papiro di Esiodo: sono le sorelle di Fetonte che volle guidare per un solo giorno il carro del padre Sole, ma per avere provocato cataclismi sulla terra con la sua folle guida dei bianchi cavalli del carro, fulminato da Zeus, precipitò nel fiume Eridano, il Po. Le sorelle per il dolore si trasformarono in pioppi e le loro lacrime diventarono gocce di resina, nacque così l’ambra. I Greci la chiamarono “electron”, Plinio nel 37 libro delle: "Naturalis Historiae"  scrive che l’ ambra è un oggetto di lusso solo per le donne, ma nemmeno il lusso è riuscito ad escogitare una ragione per il suo uso anche se le contadine transpadane portano oggetti d’ambra a mo di monili, sia per ornamento che per le sue proprietà medicinali: si dice infatti che l’ambra sia efficace contro le tonsilliti e le malattie della gola, ma la sua valutazione tra gli oggetti di lusso è così alta che una statuetta di uomo in ambra, per quanto piccola, supera il costo di uomini viventi e in forze, quindi Plinio conclude che l’ambra è solo la consapevolezza del lusso fine a se stesso. 
NERONE
Nerone non solo definì  i capelli di Poppea di colore ambrato dando vita al terzo colore ambitissimo per i capelli delle signore ma incaricò Giuliano di curare lo spettacolo  dei gladiatori con una profusione di ambra.
POPPEA
Così fu spedito un cavaliere (ancora vivente ai tempi di Plinio) in Pannonia a Carnunto ad acquistare una enorme quantità di ambra con cui si  annodarono le reti protettive con cui si tenevano racchiuse le belve, si decorarono le armi dei gladiatori, le barelle e tutto l’apparato di ciascun giorno che veniva quotidianamente cambiato; il blocco maggiore  era del peso di 13 libbre quindi superiore a 4 chili. Plinio mette in guardia dai trattamenti che si possono fare per migliorarne il colore utilizzando il sego dei capretti e la radice della borragine o la porpora e può essere usata nella creazione  delle pietre false trasparenti in particolare delle ametiste. La bellezza dell’ambra e la sua rarità è accentuata dalla presenza di inclusioni: minuscoli elementi vegetali o animali presenti all'interno della gemma, o anche semplici bollicine di ossigeno che creano meravigliosi disegni. I musei archeologici sono ricchi di reperti, solitamente fibule, realizzati con l’ambra. Uno per tutti il museo di Verrucchio dove sono esposte meravigliose fibule in oro ed ambra databili all’epoca villanoviana.
FIBULA DI VERRUCCHIO BRONZO E AMBRA
Ma l’ambra è stata utilizzata anche per realizzare progetti architettonici ambiziosi, come la cosiddetta ottava bellezza del mondo, la Camera d’ambra che
si  trova nel palazzo di Caterina a Carskoe SeloQuesta stanza di circa 55 metri quadrati ha le pareti completamente rivestite da pannelli decorati con sei tonnellate d'ambra, disposte in riquadri definiti da bronzi dorati, realizzata fra il 1701 e il 1709 per il Castello di Charlottenburg dall'architetto e scultore Andreas Schlüter  e dai mastri incisori di Danzica Ernst Schacht e Gottfried Turau. I lavori si interruppero nel 1712 e i pannelli furono sistemati in una sala del Castello di Berlino fino al 1716 quando furono donati dal re di Prussia Federico Guglielmo I allo zar Pietro I il Grande; la zarina Elisabetta, fece ricomporre la Camera prima al Palazzo d'Inverno a San Pietroburgo poi nel Palazzo di Caterina a Carskoe Selo. L'architetto italiano Bartolomeo Francesco Rastrelli famoso  per la sua stravaganza lussuosa inventore del barocco russo aggiunse alcuni finti pilastri e cornicioni dorati al fine di renderla più fastosa.
FIBULA DI VERRUCCHIO AMBRA E ORO
Nel settembre 1941 il Palazzo di Caterina fu confiscato dalla Wehrmacht e adibito a residenza militare tedesca. I russi non erano riusciti a smontare i pannelli per custodirli in un posto più sicuro ma li avevano nascosti coprendoli con carte da parati oltre a proteggerli per evitare eventuali scheggiature. Il 16 ottobre 1941 la Camera d’ambra fu smontata dai Nazisti, collocata in 28 casse e spedita a Königsberg dove si trovava la collezione di Federico II di Prussia. Dopo un incendio nel 1944 i pannelli furono nuovamente smontati e riposti in casse nei sotterranei del castello, ma furono in parte danneggiati sotto due bombardamenti dell’aviazione inglese alla fine di agosto 1944. 

LA CAMERA D'AMBRA
Alla fine della guerra la Camera scomparve misteriosamente a parte qualche frammento comprato da collezionisti privati. Nel 1997 si recuperarono due pezzi importanti un comò e un mosaico fiorentino che furono consegnati dal Governo tedesco al Governo russo che ha fatto ricostruire la Camera dell’ambra. I lavori terminarono nel 2003 grazie ad una donazione di 3,5 milioni di dollari da parte di una società tedesca.

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© Imelde Corelli Grappadelli, February 2018
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